La caratteristica principale degli esseri umani in generale è quella di non saper controllare le proprie azioni. Molto spesso, infatti, si reagisce per istinto e per questi motivi, in ogni situazione, si arriva al momento in cui il soggetto predisposto all’aggressione resta nella parte del torto. Ragionare lentamente, parlare con calma e rispetto è sempre il metodo migliore per risolvere anche le questioni più complicate.
Come ogni relazione, anche il sesso ha bisogno dei suoi tempi. Uomini e donne primitivi, Aztechi e Maya, Greci e Romani, Anna Bolena e Enrico VIII, Adolf Hitler e Eva Braun, Brad Pitt e Angelina Jolie, anche a distanza di anni l’unico elemento che ha sempre messo in comune questi soggetti è l’utilizzo del preliminare. Si sa, l’inizio di un rapporto sessuale è fondamentale per il conseguimento di una bella e forte “cavalcata” e fondamentalmente, per molta gente, sembra essere la parte più interessante dell’approccio. Le zone erogene sono quelle che permettono al partner di stimolare e preparare il cervello al tutto: collo e sopra ai genitali i più gettonati. Poi c’è chi gradisce in particolar modo azioni e parti del corpo abbastanza differenti dal solito: c’è chi ha una particolare adorazione per le ascelle o per il piede o chi si drizza o la “mazza” o le “antenne” solo per un minimo contatto con il corpo.
E infine quella che è la cosa che esiste dalla preistoria e che è il classico-moderno: il bacio in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Baciarsi al tavolo di un ristorante, in discoteca, sotto la pioggia, per strada, sull’autobus… è quello che eccita chiunque, uomini e animali. Il bacio in tutta la sua essenza, dai contenitori della gelateria ai cioccolatini coi pensieri poetico-romantici, da quello cinematografico della coppia Gable-Leigh a quello che ricorre ogni Pasqua tra Giuda e Gesù, è lo strumento che concede più confidenza, una licenza che non a che fare soltanto con la poesia, ma anche con la matematica, perché è la più concreta concessione dei sensi, dall’olfatto al gusto… del resto, affamati o no, l’appetito vien mangiando!






